Glielo dico a Chuck
mercoledì 16 dicembre 2009



Varie ed eventuali, tutte racchiuse in un weekend (questo) e in un solo post (questo).
Il mio ultimo acquisto nerdico è stato un Garmin Nuvi 765t (12 pagine di recensione qua).
Ha un lettore multimediale (solitamente attaccavo l’iPhone allo stereo della macchina) ed ha il bluetooth (solitamente usavo l’auricolare) così posso parlare in vivavoce.
Ergo: navigo, ascolto musica e telefono in viva voce (tutto questo quando faccio viaggi lunghi, non nel quotidiano). Mi sono quindi preso una scheda sd da 8 giga per metterci dentro gli mp3.
Il mio primo problema è stato che la gran parte della mia libreria iTunes non è in mp3, ma in aac (quindi file m4qualcosa). Mi serviva qualcosa per convertire in massa i file. Googla che ti googla scopro il programma che mi serve (per mac), lo scarico e, al momento di installarlo mi accorgo che… l’avevo già installato ![]()
Si tratta di Max, funziona bene ed è gpl.
Parliamo ora di alcuni semafori che stanno a Milano… mentre nel resto del mondo verde vuol dire che puoi passare e rosso vuol dire che ti devi fermare, a Milano esistono alcuni semafori che non rispettano questo principio basilare. Si tratta di quei semafori per le svolte a sinistra (quelli con la freccia). Bene… in molti incroci funzionano così: spento=non puoi svoltare, verde=puoi andare).
Succede, quindi, che arrivi ad un incrocio, vedi un unico semaforo verde (sarebbe quello per chi va dritto) e quindi credi di poter svoltare a sinistra. E invece no: perchè ti devi accorgere che a fianco c’è un semaforino con la freccia spento.
Una sola parola: stronzi.
Infine arriviamo alle prese USB: quest’oggi ho speso più di cento euro per varie cose e nessuna di queste ha una presa USB… è sempre una sensazione strana per me.
C’è una strada a Milano dove tutti si sentono un po’ piloti. Vuoi perchè è una curva lunga, vuoi perchè è anche inclinata rendendola quasi parabolica, sta di fatto che a qualsiasi ora del giorno e della notte i milanesi fanno fischiare i loro pneumatici in quella variante. Alla lunga, questa generazione di piloti da fastidio.
Ma c’è qualcosa che neanche con mastercard si può acquistare: assistere ad un sovrasterzo del fenomeno di turno

e bello vedere una (presumibilmente la fidanzata) delle due ragazze ospiti del pilota inveire sbracciandosi contro di lui. E’ commovente vedere la macchina portata via dal carro attrezzi

ed è un piacere godersi i piccoli dettagli

un uomo e il suo triangolo