Goshin Do Sankaku Gorizia 2010
giovedì 13 maggio 2010Ieri si è ripetuto l’annuale appuntamento con il Maestro Hiroshi Shirai, organizzato dal Sankaku di Gorizia.

Come da tradizione, ho voluto distinguermi indossando un kimono bianco:
Ieri si è ripetuto l’annuale appuntamento con il Maestro Hiroshi Shirai, organizzato dal Sankaku di Gorizia.

Come da tradizione, ho voluto distinguermi indossando un kimono bianco:
La mia collezione di ematomi si arricchisce. Infatti ieri ho partecipato, a Mestre, ad uno stage di Goshindo tenuto dal Maestro Hiroshi Shirai. Questa volta niente foto

Ieri s’è svolto l’annuale stage goriziano di Goshindo tenuto dal Maestro Hiroshi Shirai, ovviamente al Sankaku. Come da tradizione, ecco la foto; come da tradizione, io sono quello col kimono bianco.
Fine settimana all’insegna del combattimento. Sono andato a Milano per uno stage della Japan Karate (tenutosi la domenica) e già che c’eravamo siamo andati, sabato sera, a vedere l’Oktagon, la più importante (o una della più importanti) manifestazione di Thai Boxe (ma c’erano anche altre specialità) in Italia; non è che mi interessi particolarmente, ma dato che eravamo li e dato che combattevano due goriziani (i fratelli Petrosyan) è stata l’occasione per vedere la cosa dal vivo.
A parte il fatto tecnico, alcune note di colore: la prima è che i cambi di round venivano scanditi da sculettanti ballerine. La loro era una vera e proprio gara: quella che ha riscosso maggior feedback dal pubblico (e vi assicuro che il feeback era vario e molto colorato) rappresenterà l’Italia nelle competizioni internazionali.
C’è stato un combattimento tra un italiano e un thailandese. I thailandesi, prima di cominciare a combattere, hanno un loro rito: si inginocchiano, si inchinano e non mi ricordo che altro. Non appena il rito è terminato, l’italiano ha cominciato ad imitarlo, prendendolo clamorosamente in giro. E’ da li che l’ho etichettato come “coglione” ed ho intimamente tifato per il thailandese che, per mia somma gioia, l’ha riempito di legnate ed ha vinto.
Infine la note più triste e squallida: il pubblico, un covo di fascistoni. All’inno italiano tutti in piedi, alcuni con il braccio destro teso, e alla fine un coretto: “duce! duce! duce!”. Io, la mia ragazza e altri due ragazzi eravamo gli unici del palazzetto a rimanere seduti durante l’inno.
Ora qualcuno mi spieghi una cosa: come possono elementi simili tifare per i fratelli Petrosyan che, pur rappresentando l’italia, tutto sono tranne che italiani?
Tornando alle cose serie, bello e molto impegnativo lo stage JKA tenuto dai Maestri Hiroshi Shirai e Takeshi Naito. M’ha dato una grossa carica (e degli alluci in fiamme: certe superfici riescono a massacrarmeli).
Di ritorno da una tre giorni in mezzo ai monti.
Partiti venerdì sera: quattro adulti, una bambina, un cane, due camper.
Sabato stage di Goshindo con il Maestro. Tre ore di pratica, di applicazione. Tre ore a parare calci e pugni ancora impresse nei miei avambracci.
Il ritorno l’abbiamo fatto toccando vari passi (l’immagine a lato mostra il percorso consigliato per andare da Gorizia a Fiera di Primiero mentre il pallino azzurro indica la nostra localizzazione mentre tornavamo verso Gorizia). Ho visto la diga del Vajont, impressionante nella sua mole e nei suoi nefasti effetti, e sperimentato la vita in camper (non c’ero mai stato).
Sono particolarmente soddisfatto sia dei momenti conviviali sia dello stage. Una grande lezione di semplicità ed efficacia.
Come di consueto, ecco la foto (presa da qui):

sapete già come riconoscermi: sono quello con il kimono bianco.