A geek's diary

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Archivio del 14 agosto 2008

kill-switch

giovedì 14 agosto 2008

Kill-switch è quel meccanismo trovato da un hacker all’interno dell’iPhone che consente al dispositivo di consultare una black list remota che proibisce a determinate applicazioni di girare (per ora nessuna).
E’ scoppiata una rivolta che spazia tra la restrizione della libertà di installarsi quello che si vuole alla privacy violata perchè così Apple sa quali applicazioni installiamo.

Io, però, non riesco a capire il punto del problema.
Adusbef e federconsumatori nell’esposto al garante:

E’ come se al consumatore che acquista una qualsiasi merce, pagando il relativo costo per il suo utilizzo, venisse inserito di nascosto al proprio interno, una serie di restrizioni: all’automobilista viene impedito di fare il rifornimento di carburante a determinati marchi, al computer di collegarsi verso determinati siti, etc.

ma se i programmi si possono scaricare solo dall’app store di fatto si possono installare soltanto quelli approvati da Apple, anche senza kill-switch.
Apple, approvando o meno un’applicazione, decide già cosa può girare e cosa no in un iPhone, quindi non riesco proprio a capire questo accanimento verso il kill-switch: dovrebbero incazzarsi verso la politica di distribuzione delle applicazioni piuttosto.
E anche a livello di privacy: dato che scarichi dall’app store, è cosa nota quali applicazioni hai installato, senza implementare altri meccanismi.
Ho l’impressione che le associazioni non abbiano capito una mazza ma è altrettanto possibile che sfugga il punto a me.
IMHO non è insensato quel meccanismo: c’è stata un’applicazione (Aurora Feint) che, dopo essere stata approvata (quindi già installata da molti, perciò al limite si potrebbe fare polemica sugli scarsi controlli fatti per l’approvazione) s’è rivelata essere uno spyware: è stata tolta dallo store ma chi l’aveva installata continuava ad averla a “bordo”. In tal caso un meccanismo di revoca da remoto non mi pare improprio.

L’unica cosa che trovo veramente fastidiosa è la poca trasparenza che c’è stata: c’è voluto un hacker per farcelo sapere. Un prodotto non deve “telefonare a casa” senza che l’utente lo sappia (niente battute sul costo di una telefonata a Cupertino, grazie :-) ).

Comunque sì, come ho letto in un commento di un blog che non ricordo, Apple è un ossimoro: la peggiore azienda con i migliori prodotti.