A geek's diary

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Per problemi di spazio e di watt (bisogna aggiungere una macchina e non c’è spazio e potenza necessaria), siamo costretti a dover togliere fisicamente un server dall’armadio di una web farm. Il server da sacrificare tiene in piedi un sacco di siti (tutti quelli asp… ebbene sì, devo gestire anche server windows) e, quindi, oltre a non poter rinunciare ai servizi offerti dal server, ho dovuto fare in modo di trovare una soluzione che non causi disservizi o lunghe migrazioni che sarebbero mal sopportate dai clienti. Come fare? Semplice… virtualizzando il server: trasformarlo in una macchina virtuale che girerà su uno dei server che rimane.
Tutta l’operazione è avvenuta da remoto (dalla mia cucina, per esattezza).

Ecco come ho proceduto:

prima di tutto ho messo un po’ di musica

Ho installato vmware server 2 (la beta 2) sul server linux che ospiterà la macchina virtuale.
Sullo stesso server ho installato e attivato samba (poi vedremo il perchè):

Poi mi sono collegato in terminal server sulla macchina che dovremo dismettere ed ho creato un volume di rete che punta al server samba appena menzionato

ho installato vmware converter, che si occupa di traformare la macchina fisica in una macchina virtuale.

e gli ho fatto salvare la macchina virtuale sul server linux grazie al volume di rete creato in precedenza.

Dato che la conversione richiede un po’ di tempo, nel frattempo mi sono collegato al firewall della rete

e alla console di vmware (che in vmware server 2 è via web)

come potete vedere l’ho fatto tramite windows (virtualizzato sul mio Mac con vmware fusion) perchè la console vera e propria (quella per lavorare con la macchina virtuale) è fruibile da windows (come active x per internet explorer, come plugin per firefox e non so in che altri modi).

Finita la conversione, ho aggiunto la nuova macchina virtuale

l’ho avviata

e ci ho installato i vmware tools.

Ho dato dei nuovi IP alla macchina fisica (facendo in modo di non perdere la possibilità di collegarmici ancora in terminal server) e ho dato l’IP precedentemente posseduto dalla macchina fisica alla macchina virtuale

Buona notte :-)

P.S. il windows della macchina virtuale si accorgerà dei cambiamenti “hardware” e vorrà essere riattivato

20 commenti a “Cronaca di una migrazione”

  1. Fabrizio scrive:

    la seconda immagine che hai postato ha dei punti un cui è sfuocata, come mai?
    (se hai una serie di server a cui ti colleghi spesso usando il mac potresti usare iterm con i bookmark)

  2. Buttha scrive:

    la seconda immagine che hai postato ha dei punti un cui è sfuocata, come mai?

    tengo più alla privacy delle macchine che alla privacy delle persone :mrgreen:

    (se hai una serie di server a cui ti colleghi spesso usando il mac potresti usare iterm con i bookmark)

    grazie del suggerimento, lo proverò.
    Attualmente uso questo http://osx.iusethis.com/app/jellyfissh che ha i bookmarks pure illo.

  3. sgue scrive:

    Vabbè dopo ‘sta sciroppata nerdica, più porno in questo blog.

  4. Fabrizio scrive:

    jellyfissh è quello che usavo prima, quando ancora usavo il terminale standard. Poi ho trovato iterm :-)

    sgue il tuo blog è porno?

  5. Buttha scrive:

    @sgue: era da un po’ che non ti lamentavi, mi stavo preoccupando.

    @Fabrizio: stasera lo provo, denghiu :smile:

  6. Johnny Hammond scrive:

    …stavo per scrivere: “ma win srv2003 virtualizzato a me ha sempre chiesto la riattivazione…”.
    Poi ho letto il P.S. … :grin:

    P.S. non mi sono mai fidato troppo dei tools di conversione.
    L’ultima volta ho utilizzato TrueImage per salvare un’immagine della macchina che ho virtualizzato. Poi ho installato VMware e ho avviato dal cd di TrueImage, ripristinando l’immagine della macchina reale nella macchina virtuale.
    Ovviamente poi ho dovuto riattivare Win…

  7. sgue scrive:

    Non mi sono lamentato, ho dato un suggerimento redazionale.

  8. Fabrizio scrive:

    ma avete provato a installare una VM dentro una VM?

  9. Telemaco scrive:

    @Fabrizio: bisognerebbe provare a installare una VM, e poi a virtualizzare dentro la macchina che ospitava il VMware iniziale. Dopo un paio di cicli cosi’ si potrebbe rinunciare direttamente all’hardware.

  10. Buttha scrive:

    @jonny: non avevi visto il P.S. perchè, inizialmente, non c’era. L’ho aggiunto in un secondo momento. Insomma, è proprio un P.S. :grin: Prima o poi dovrò virtualizzare anche un server linux e mi sa che dovrò fare strane manovre pure io

    @Fabrizio: ti vanno le accentate con iterm?

    @s.gue: un suggerimento redazionale… dai su, caccia il link

    @Telemaco: ROTFL…

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