Archivio di febbraio 2008
Un campo vicino a Gorizia
mercoledì 27 febbraio 2008
Aggiornamento
tra i commenti al post, Toti ebbe a dire:
“La forza e la magnificenza dell’opera denota una personalità forte ed indubbiamente temeraria dell’autore. Capolavoro assoluto di rara bellezza, infatti, l’opera campestre (invero senza titolo ma che i più definiscono “W FIGAâ€), mostra l’impegno, lo slancio e l’ineguagliabile creatività di un’ artista, ahinoi, anonimo.
Il tratto sublime di motozappa si muove sul terreno come una pennellata su tela forte e decisa degna del miglior Masaccio. Epperò non dobbiamo sottovalutare l’immortalità dell’opera, data dalla simbolopoiesi del connubbio artista-uomo e tela-terra, nè tantomeno il suo genio: la mancanza dell’articolo determinativo “LAâ€, infatti trasmette un messaggio forte, chiaro e diretto: W FIGA. Non serve aggiungere altro, non servono suppellettili e bazzecole varie. In due parole vi è l’estasi, la gioia, la necessità e l’immensità dell’organo riproduttivo femminile.
La vagina insomma che può…anzi mi sia consentito dire…che DEVE, essere vista dallo spazio siderale.
Perchè nuovi mondi e nuove forme viventi capiscano immediatamente cosa conta davvero nella vita degli umani. Perchè sia loro di benvenuto… e financo un segno di pace. Sarebbe a dire eccoci: questi siamo noi, dalla vulva traiamo origine e per la vulva viviamo. Se siamo uomini la veneriamo, se siamo donne la custodiamo. Il msg deve essere chiaro e visibile dallo spazio: W FIGA !! Ontologicamente FIGA !!
Nella storia dell’arte, l’opera tra le opere.“
aifon
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